B come Blueberry Muffins

standard 1 marzo 2015 Leave a response

 

Inizia la primavera. La stagione più bella, i miei mesi. Luce fresca e tepore, profumi nuovi.
Questo sarà un marzo speciale, pieno di avvenimenti che mi riempiono la testa di pensieri già da parecchi giorni. Rivedrò delle persone speciali, che mi hanno accompagnato in pezzi di vita di qualche tempo fa. Inizieranno delle grandi ed emozionanti avventure. Non avrei mai pensato che in poco meno di un anno, potessero cambiare tante cose. E mi sembrano tutte belle cose, non so se crederci. Ho l’impressione che si apra un nuovo corso. Sarà? Mi metto 5 minuti qui, davanti al caffè e al mio muffin preferito. Sfoglio il giornale e scrivo due appunti per una ricetta che vorrei provare.

La ricetta è stata tratta dal libro “Una merenda a New York” di Mark Grossman.
Ingredienti per 12 muffins
quelli Secchi

Farina 0, 320 g
Zucchero di canna, 50 g
Lievito, 1 cucchiaio
Sale, 2 pizzichi
quelli Umidi

Panna, 325 ml
Latte, 175 ml
Olio di semi, 50 ml
Uovo, 1
Estratto di vaniglia, 1 cucchiaino
per la Farcitura

Mirtilli, 125 g
Marmellata di Mirtilli

Accendete il forno a 180°C (io ventilato). Imburrate gli stampini oppure preparate la teglia con i pirottini. Prendete due ciotole, una per gli ingredienti secchi e un’altra per quelli umidi. Pesate e mescolate nelle rispettive ciotole. Uniteli e incorporateli velocemente con una forchetta. Versate un cucchiaio in ogni stampino, mettete 2 o 3 mirtilli e mezzo cucchiaino di marmellata. Fate un altro giro di impasto, di mirtilli e marmellata e ricopriteli. Cuocete per circa 20-25 minuti fino a doratura. Lasciateli raffreddare su una griglia.

Tips: fateli congelare e avrete sempre una pausa americana a disposizione, intanto che preparate il caffé potete farli rinvenire nel microonde.

P come Pizzette

standard 27 settembre 2014 2 responses

Ho quasi finito con gli esperimenti per le merende di scuola! Queste pizzette le avevo preparate per un compleanno in famiglia ed erano finite in un lampo. Quella volta le avevo preparate a forma di striscette e con tantissimi wurstel. Possono naturalmente essere preparate nella classica forma tonda e piccola,
perfette per il buffet. Ancora una volta, ho seguito passo passo una ricetta delle Sorelle Simili, Margherita e Valeria, panettiere storiche di Bologna che hanno saputo trasmettere il loro amore per la cucina in tutto il mondo. Il loro primo libro “Pane e Roba Dolce” è uno scrigno di prelibatezze, spiegate in modo semplicemente esatto, seguite passo passo le loro descrizioni e non sbaglierete.
Ingredienti per una teglia di pizzette
Farina 00, 500 g
Acqua, 250 g
Lievito di birra secco, 1 bustina
Burro, 40 g
Zucchero, 1 cucchiaio
Olio evo, 1 cucchiaio
Sale, 1 cucchiaino
Pelati bio, scolati e tritati
Mozzarella, tritata
Maggiorana
Nella ciotola del KA, con il gancio per impastare, pesate la farina, aggiungete acqua olio burro e lo zucchero. Accendete a velocitá media, amalgamate e aggiungete il sale. Appena l’impasto risulta formato e ben elastico, fatene una palla, coprite a campana e lasciate lievitare per 40-50 minuti. Foderate la teglia con la carta forno e stendete la pasta schiacciando leggermente, condite con il pomodoro appena salato e sparpagliate la mozzarella (anche passate nel mixer). Per comodità, ne ho preparato una teglia unica e ho fatto a quadrettoni la pizza dopo la cottura. Se volete potete aggiungere una spolverata di maggiorana. Cuocete in forno caldo a 200°C per circa 15 minuti (nel caso di pizzette singole, la cottura sarà limitata a 5 minuti).

Tips: se le volete più leggere e croccanti, sostituite il burro con un paio di cucchiai di buon olio evo. Possono essere preparate in anticipo e congelate. Potete guarnirle con quello che più piace (capperi, acciughe, prosciutto cotto…).

C come Chocolate Chips Cookies

standard 24 settembre 2014 Leave a response

I “biscotti con pezzi di cioccolato” per antonomasia. Sempre per la ricreazione. Li abbiamo preparati io e Pietro, insieme, troppo divertente. Una parte è stata incartata e messa sottovuoto, durano un mese senza perdere fragranza e profumo. La mia versione preferita è questa, dalla consistenza morbida. Ho preso la ricetta da un delizioso libro che si intitola “Una merenda a New York” di Mark Grossmann. Ho fatto delle modifiche minime: rimpicciolito la dose della pallina, sostituito la farina 0 con quella 00, ho tritato finissime le noci, perchè al remigino non piace vederle, ma mangiarle si…

Era tanto che li volevo provare. Avevo letto mille versioni diverse, morbide o croccanti, tutte dicevano di essere la “best receipt ever” dei biscottoni americani per eccellenza.

Perchè mi era venuta una nostalgia da Starbucks, di quelle belle
poltrone di velluto rosso, dove puoi sprofondare con un Caramel Macchiato e un cookie grande come la tua mano. Stare lì a
fare una pausa, guardando tutti i giornali, acoltare il rumore delle tazze e del via vai della gente, senza che nessuno ti faccia fretta.

Perchè avevo letto che i chocolate chips cookies aveva inventati una signora che si chiamava Ruth Wakefield, proprietaria del Tool Inn e volevo iniziare
a proporre una serie di ricette (ed etichette) diventate dei famosi classici della cucina, nate esclusivamente dalla fantasia delle donne.

Insomma se volete sentirvi un pò negli States a fare sia la massaia imprenditrice o il turista, provatela.

Ingredienti per circa 20-30 biscotti (dipende da quanto li volete grandi)

Per la parte umida

Burro, 250 g

Zucchero semolato, 125 g

Zucchero di canna, 125 g

Estratto di vaniglia, 1 cucchiaino

Uova, 2

Sale, 2 pizzichi

Per la parte asciutta

Farina 00, 400 g

Bicarbonato di sodio, 3 pizzichi

Cioccolato fondente, 200 g

Farina di noci, 50 gr

Tagliate grossolanamente il cioccolato e in una ciotola mescolatelo con tutti gli altri ingredienti secchi. Nella ciotola del KA, con il gancio a foglia (anche il frullatore da cucina va benissimo), mescolate il burro e i due tipi di zucchero fino a quando il composto sarà chiaro e leggero. Aggiungete gli altri ingredienti: le uova, il sale e la vaniglia. Mescolate a questo punto anche gli ingredienti secchi, amalgamando bene fino per ottenere un composto omogeneo. Coprite la ciotola con la pellicola e fate riposare in frigorifero per almeno un’ora. Portate il forno a 205°C  gradi. Prelevate un pó di impasto con la pinza del gelato e appoggiate le palline su una teglia foderata di carta forno. Cuoceteli per 10 minuti, vedrete le palline che piano piano si appiattiranno, prendendo la classica forma. Sfornateli quando saranno appena dorati, ancora soffici e fateli raffreddare a temperatura ambiente.

Tips: ho aggiunto un cucchiaio di cacao amaro in polvere all’impasto per farli supercioccolatosi, l’esperimento è da ripetere. Come gli altri, si conservano una settimana nella biscottiera oppure sottovuoto.

B come Buslàn ovvero la Ciambella Piacentina

standard 18 settembre 2014 Leave a response

Ecco un’altra ricetta per le merende a scuola: questo è il tipico ciambellone piacentino. Classica torta della domenica, che finiva per essere intinta dagli adulti in un bel bicchiere di vino bianco. A me bambina, bastava il croccante della granella di zucchero e il profumo di burro della pasta. Deve essere stata una delle prime ricette che ho imparato a fare da sola. Armata di solo cucchiaio di legno e una vecchia bilancia di ferro smaltato con i pesetti. Avevamo il forno a gas e devo ammettere, con rammarico, che le torte che uscivano da lì non sono paragonabili con il mio nuovo forno elettrico-elettronico e quasi parlante.
Mia nonna non aveva uno stampo ad hoc come adesso (antiaderente e con la cerniera), usava la solita teglia di alluminio, imburrata e infarinata e ZAC! Magia … Al centro inseriva una tazza da colazione di quelle senza manico. Con quella stessa tazza pesava gli ingredienti.
Io ho seguito le quantità pubblicate nel libro di Carmen Artocchini, “400 Ricette della Cucina Piacentina”.
Ingredienti per una teglia da 26 cm
Farina 00, 400 g

Zucchero semolato, 180 g
Burro, 100 g
Uova, 3
Lievito, 1 bustina
Limone, 1 buccia grattuggiata
Latte o vino bianco, mezzo bicchiere
Sale, 1 pizzico

Granella di zucchero, per decorare
Nella ciotola della planetaria con la frusta a K (o in una ciotola capiente) mettete la farina, burro a pezzetti e zucchero. Amalgamate bene, aggiungete i tuorli, un pizzico di sale e la buccia del limone. Unite il latte. Anche se non previsto dalla ricetta, a parte ho montato gli albumi e li ho uniti prima del lievito. Con il Kitchen Aid, ho usato la velocità media e non ho mai spento. Versate l’impasto (sará consistente e si muoverá giù come un nastro spesso di raso) nella tortiera imburrata e infarinata, cospargetela di granella di zucchero. Cuocete in forno caldo ventilato a 160°C per una mezz’oretta circa, fino a doratura.

Tips: la consistenza dell’impasto può essere leggermente modificata, aggiungete più o meno latte/vino bianco per ottenere un risultato soffice o croccante (tipo frolla) secondo i vostri gusti.

S come il Sanguetto per Merenda

standard 15 settembre 2014 Leave a response

Quest’anno Pietro inizia le elementari. Mi sono attrezzata per preparare senza tanta fatica delle merende sane peró a prova di bimbo, in versione dolce e salata. Ne posterò diverse nei prossimi mesi (gli ho concesso una sola merenda confezionata a settimana). Questa attività da mamma, mi ha fatto tornare in mente dei ricordi dolcissimi di quando io avevo la sua
età. Ho scelto di riproporre quello che mi preparavano, con gli stessi gesti pieni di cura e di amore.
Per le versioni salate, ho pensato di preparare del pane morbidi per preparare dei piccoli sandwich (se volete leggere di più sull’etimologia della parola, qui c’è wikipedia e qui un articolo in inglese della BBC, scritto per il 250° anniversario).

Questa parola straniera, così buffa e difficile, era storpiata dalla nonna di un mio carissimo compagno di giochi in “sanguetto”. Non chiedetemi perché e percome, chi ha avuto la fortuna di essere cresciuto vicino ai nonni, sa benissimo che erano capaci di neologismi spassosissimi, quando traducevano per noi nipoti, il dialetto o le prime parole straniere che entravano nel lessico comune. Quando giocavamo, all’ora di merenda, spuntava e ci chiedeva se volevamo il sanguetto con il prosciuttino cotto.

Questa proposta, tutta piena di vezzeggiativi e diminutivi, ora è per
Pietro e per le sue fatiche di remigino. La ricetta è quella, in versione ridotta, dei panini semidolci delle Sorelle Simili.

Ingredienti per 12-14 panini

Per il lievitino (ore 8)

Acqua tiepida, 50 g

Lievito di birra secco, 7 g

Farina 0, 110 g

Mescolate tutto in una ciotola, coprite con la pellicola e lasciate riposare fino al raddoppio (circa 1 ora). L’impasto deve essere soffice, pieno di bolle.

Per l’impasto (ore 11)

Biga, quella preparata sopra

Acqua, 80 g

Farina 0, 230 g

Lecitina, 15 g (nella ricetta originale era strutto)

Burro, 50 g

Zucchero, 30 g

Sale, 5 g

Nella ciotola della planetaria con il gancio per impastare, pesate la farina, aggiungete il lievitino, lo zucchero, la lecitina emulsionata con un paio di cucchiai di acqua, il burro freddo a pezzetti e l’acqua. Impastare bene, a velocitá media, fin che l’impasto apparirà liscio, omogeneo e ben incordato. Le grammature di farina e acqua possono essere corrette di qualche cucchiaio, a seconda della capacitá di assorbimento della farina.

Lasciare riposare l’impasto 50-60 minuti coperto, anche questo deve raddoppiare. Riprendete l’impasto e lavoratelo su una superficie leggermente infarinata. Schiacciatelo leggermente, avvolgendolo su se stesso, fatene un rotolo di circa 5 cm di diametro. Porzionate l’impasto in pezzi da poco più di 50 g ognuno. Prendetene uno alla volta e rivoltatelo su se stesso, come se doveste rovesciare un guanto. La superficie diventerá liscia e uniforme. Lasciando il pezzetto sulla spianatoia, tenendolo nel palmo della mano, appallottolatelo leggermente dandogli la forma di una pallina. Appoggiate i panini sulla teglia foderata di carta forno, spennellateli di olio evo (oppure un uovo sbattuto) e fate lievitare ancora per un’oretta, sempre attendendo il raddoppio. Infornate a forno caldo ventilato a 210°C per 12-15 minuti, fino a quando la superficie sará dorata e la base ancora chiara. Sfornateli e metteteli a raffreddare su una gratella.


Tips: ho congelato i panini che non consumavo, separatamente. Quando mi servono ne scongelo uno alla sera e per colazione lo taglio, lo farcisco e lo metto in cartella. Hanno un gusto neutro, li uso sia con i salumi che con la crema di nocciole.  

CONSIGLIA Petto di pollo con cocco e lime